La gestione del suolo

Nei terreni dei vigneti aziendali è stata studiata e analizzata la disponibilità degli elementi nutritivi a livello radicale, al fine di caratterizzare i diversi vigneti e far emergere le differenze, le caratteristiche ritrovate sono dovute sicuramente alla composizione geologica ed alla evoluzione del substrato pedologico, ma la vitalità (attività microbica) di questi terreni è la chiave per arrivare alla nutrizione bilanciata della vite, per apportare al vino quanto si rende disponibile nel terreno.

In azienda sono iniziati recentemente alcuni approfondimenti sull’argomento delle comunità microbiche del suolo ed effetti sulla qualità dei vini.  La gestione della nutrizione minerale e del suolo viene attuate con estrema attenzione anche al fine di favorire le caratteristiche principali dei vini.

Durante l’autunno vengono seminate diverse essenze all’interno dei vigneti per favorire la crescita degli apparati radicali nel suolo e mantenere la copertura invernale del terreno. In primavera un’intensa fioritura serve ad attirare insetti utili e pronubi per il mantenimento degli equilibri biologici, successivamente questo inerbimento viene interrato al fine di favorire lo sviluppo della vitalità nel suolo, per dare ossigeno e migliorare la quantità e qualità della sostanza organica.

La Gestione della parete fogliare

Il rapporto tra la quantità di foglie e la produzione di grappoli di una vite è un altro fattore molto importante che nell’azienda Tiare viene costantemente tenuto in considerazione in quanto anche questo fattore determina il risultato dei vini.

Dalle prove aziendali si è modificato la normale gestione della parte fogliare al fine di ottenere un elevato rapporto superficie fogliare/produzione per vite che aumenta la concentrazione di tioli nei vini, andando a modificare vecchie regole troppo spesso valide solo per alcuni modelli viticoli e obiettivi enologici.

In alcuni vigenti viene anche praticata la defogliazione della zona grappoli che porta a delle modificazioni nel patrimonio qualitativo delle uve, che si ripercuotono poi sulle caratteristiche del vino, questa pratica della defogliazione dei vigneti viene eseguita anche in relazione all’andamento meteorologico dell’annata.

La vendemmia

L’epoca di raccolta gioca un ruolo fondamentale per ottenere le differenze che poi verranno gestite in cantina. Con la tecnica dell’analisi della maturità aromatica in cui la maturazione dell’uva viene descritta attraverso il cambiamento di colore delle bacche è stato possibile seguire l’evoluzione della maturazione correlata con la presenza di determinate classi di composti aromatici.

Così da poter decidere di differenziare la raccolta nei vigneti, destinando le uve prodotte in zone a più alta vigoria alla produzione di una base più aromatica, mentre dalle zone meno vigorose sono stati ottenuti vini di maggiore struttura.

Identificare il momento ottimale di vendemmia delle selezioni aziendali a seconda degli obiettivi di maturazione aromatica delle uve risulta di primaria importanza quando ci si prefigge l’ottenimento di elevati standard qualitativi.